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Svelato il mistero delle temperature senza precedenti: nuvole, commercio o vulcani?

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L'insolito aumento delle temperature registrato nel 2023 e che si protrae anche quest'anno ha lasciato perplessi gli scienziati del clima. Nonostante la loro comprensione collettiva della crisi climatica, i ricercatori hanno faticato a individuare le cause esatte di queste ondate di calore da record. L'incontro dell'American Geophysical Union (AGU) tenutosi a Washington è servito da piattaforma per diverse teorie proposte dagli esperti, nessuna delle quali però è riuscita a fornire una spiegazione esaustiva del riscaldamento senza precedenti verificatosi nell'ultimo anno.

Robert Rohde, climatologo presso il Berkeley Earth, ha descritto le temperature del 2023 come "incredibilmente folli", superando i precedenti record globali di 0,2°C. Questa impennata inaspettata ha sollevato preoccupazioni circa il ritmo accelerato del cambiamento climatico, preannunciando una situazione potenzialmente disastrosa se non affrontata.

Sono state avanzate diverse ipotesi per spiegare l'aumento delle temperature globali. Una teoria suggerisce che la riduzione della copertura nuvolosa abbia avuto un ruolo significativo, consentendo a una maggiore quantità di energia solare di raggiungere la superficie terrestre. Questa riduzione del numero di nubi potrebbe aver contribuito al caldo eccessivo osservato l'anno precedente.

Un altro possibile fattore potrebbe essere correlato alla riduzione dell'inquinamento atmosferico causato dalle navi nel 2020. Mentre questa riduzione dell'inquinamento ha effetti positivi sull'ambiente, ha anche portato a una diminuzione degli aerosol solfati che aiutano a bloccare la radiazione solare in arrivo. L'assenza di questi aerosol potrebbe aver contribuito alla tendenza generale al riscaldamento osservata negli ultimi tempi.

Anche l'eruzione del vulcano Hunga Tonga nel 2022 è stata proposta come fattore che contribuisce all'aumento delle temperature globali. Il rilascio di grandi quantità di vapore acqueo nell'atmosfera a seguito dell'eruzione potrebbe aver contribuito a intrappolare il calore in prossimità della superficie terrestre.

Inoltre, si è ipotizzato che una delle possibili cause del riscaldamento globale sia la diminuzione della polvere proveniente dal deserto del Sahara, che solitamente agisce come un agente bloccante la radiazione solare. I ricercatori del clima presenti al convegno dell'AGU hanno discusso i vari fattori che potrebbero essere responsabili delle temperature senza precedenti, evidenziando la necessità di ulteriori indagini per comprendere appieno le complessità del sistema climatico.

Mentre il riscaldamento globale prosegue anche nel 2024 e le proiezioni indicano che quest'anno sarà l'anno più caldo mai registrato, gli scienziati lanciano l'allarme sull'urgente necessità di affrontare il cambiamento climatico. L'attuale ritmo del riscaldamento globale comporta rischi significativi, tra cui ondate di calore più frequenti e intense, inondazioni e altri eventi meteorologici estremi.

Gavin Schmidt, climatologo della NASA, ha sottolineato la necessità di proseguire la ricerca per comprendere meglio i fattori che contribuiscono alla tendenza al riscaldamento. Ai partecipanti alla riunione dell'AGU è stato chiesto di alzare la mano se ritenevano che le anomalie termiche fossero state spiegate in modo esauriente, ma solo un piccolo numero lo ha fatto, il che sottolinea la complessità della questione in esame.

In conclusione, le temperature senza precedenti registrate negli ultimi anni hanno sollevato interrogativi cruciali sullo stato del clima globale. Sebbene siano state proposte diverse teorie per spiegare la tendenza al riscaldamento, c'è ancora molto da imparare sulle cause sottostanti questo fenomeno. Per affrontare il cambiamento climatico è necessario un approccio multiforme che comprenda ricerca continua, cambiamenti politici e azioni collettive per mitigare gli impatti del riscaldamento globale e salvaguardare il futuro del nostro pianeta.

Circa l'autore  /  Anna Munhoz